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Il libro

Solomon J. nel villaggio dei Pepileni, una fiaba simbolica sull'infanzia, la sensibilità e la plusdotazione

Una fiaba per i bambini del passato, del presente e del futuro. Un racconto simbolico sull'infanzia, sulla solitudine e sul villaggio in cui la sensibilità trova casa.
Copertina di Solomon J. nel villaggio dei Pepileni

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  • Edizione cartacea, Amazon KDP, 2025
  • ISBN 9798289918543
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Quarta di copertina con biografia dell'autrice
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ISBN 9798289918543 · Amazon KDP · 2025

Descrizione

Un libro per i bambini del passato, del presente e del futuro

Solomon J. nel villaggio dei Pepileni è una fiaba che nasce per ricordarci qualcosa che avevamo dimenticato.

Un racconto simbolico che intreccia mitologia originale, riflessione psicopedagogica e memoria personale. La storia di un bambino intenso che attraversa la “città di cani morti” per approdare a Pepilandia, il villaggio in cui la sua diversità diventa finalmente riconosciuta.

Un libro che parla a chi cresce figli "troppo sensibili", "troppo intensi", "troppo curiosi"; a chi ha dovuto costruire un villaggio quasi da solo; a chi sa che alcune domande dell'infanzia continuano ad accompagnarci per tutta la vita.

Estratto

Introduzione

Quando nasce un bambino, occorre un villaggio intero per crescerlo. Così dicono da qualche parte nel mondo e se questo è vero, allora sono io il villaggio di mio figlio! Solomon J., nascendo, ha avuto molti visitatori curiosi, ma nessuno è davvero rimasto. Eppure, in una “città di cani morti”, come la descrive la mia amica Pamela, persona che sarebbe capace di andare a un funerale senza riuscire a mascherare la sua euforia, ho imparato a conoscere la bellezza dell’essere mamma. Si riesce ad esserlo nonostante attorno alla nuova vita in simbiosi si respiri, talvolta, troppa solitudine.

Da piccola sono stata guardata tante volte con uno sguardo che oggi potrei dire essere il ritratto della desolazione e dell’aridità, ma a quei tempi non avevo ancora accumulato la tristezza necessaria per decifrare il messaggio celato negli occhi di mia madre. Non andavo fiera di quel codice mentre lo stavo apprendendo perché imparavo a leggere il dolore di un popolo forse più invisibile che invincibile. Averlo fatto, adesso, mi dà una visione più ampia del mondo delle donne e in special modo di quelle non amate, quelle isolate, quelle troppo cariche o impegnative.

Insieme a loro ho avuto l’onore di poter cogliere gli specifici incanti dei loro figli. Figli nati, talvolta, da amori sconfitti in partenza, sbriciolati e dispersi ma bambini nel mondo con la stessa luce degli altri. La loro spensieratezza, fortunatamente, fa sì che non colgano l’imbarazzo nei malcelati sorrisi che tradiscono l’ipocrisia degli altri genitori e che non percepiscano neanche quanto vengano segretamente ritenuti scomodi nelle esperienze più comuni, come i classici inviti ai compleanni o i pomeriggi di gioco. Così, ecco che crescono addestrati e salvati dal filtro dell’amore delle loro mamme sole, o per meglio dire: ‘Mamme Sole’, ma questo lo comprenderete in seguito.

Questo è un racconto dedicato a persone umili, radicate e perciò a tutti quelli che non sono stati ancora macumbati, poiché serve l’anima per leggere una storia del genere a un bambino. Al piccolo Solomon J. serviva una mitologia degli assenti per conoscere i luoghi in cui si perdono alcuni adulti, giocando a nascondino nella vita. Grazie a un viaggio incredibile scoprirà la natura e la verità delle figure che fanno irrimediabilmente parte del suo percorso. Comprenderà che le mappe percorse dai propri genitori non lo conducono al suo destino.

Scoprire che l’unica vera missione di ogni figlio è, in fondo, quella di perseguire il proprio massimo bene lo porterà, finalmente, a liberarsi di una domanda latente che pesa come un macigno nelle sue giornate: se trovo papà, resterà?

La storia sfida a diventare solidi ponti, mediatori tra realtà e magia, diffusori d’incanto esaltando la luce che risplende in ognuno. Vedrete che, in fondo, la verità è una storia a due voci: una delle due forse rimarrà taciuta mentre l’altra vi potrebbe sembrare giusta e narrabile ai bambini.

Che i pensieri belli ci portino lontano.

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Sintesi

Il viaggio di Solomon J.

Illustrazione: un bambino avvolto da un mantello di luce dorata di fronte alla figura del padre che tiene un filo luminoso spezzato

Solomon J. nel villaggio dei Pepileni è la storia di un bambino che parte per cercare il padre, ma scopre che il vero viaggio è un altro. Capirà che il padre si è perso in un mondo gelido di dipendenza e immaturità; recupererà la parte di sé rimasta impigliata in quella perdita; imparerà a distinguere l'amore autentico dalla speranza che ferisce; scoprirà che la madre non gli restituisce il padre, ma gli offre gli strumenti per non perdersi a sua volta. Alla fine Solomon J. non ottiene la risposta che il suo desiderio infantile sognava, ma una più vera: non tocca ai figli salvare i genitori, e la loro missione è perseguire il proprio massimo bene. Il movimento annunciato fin dall'inizio del libro.

Voce narrante

Una polifonia di sguardi

La vita di Solomon J. e le sue relazioni si aprono attraverso una molteplicità di sguardi e percezioni. La voce narrante accompagna senza sovrapporsi: lascia parlare le personalità umane, animali e fantastiche, e ne custodisce la differenza.

Nel libro convivono in equilibrio prospettive lontane fra loro, e proprio in questa coesistenza ciascuna voce riceve valore e dignità. Il lettore entra così in una polifonia che riconosce come propria e, chiuso il libro, ritroverà nella vita quotidiana gli stessi meccanismi, le stesse personalità, la stessa varietà di voci che nella fiaba ha imparato ad ascoltare.

Innovazioni autentiche

La mitologia del Takaró, e altre novità

Questa fiaba introduce elementi che non appartengono al repertorio già noto della letteratura per l'infanzia. Il primo è la nascita di una mitologia originale: il Takaró. Altre innovazioni troveranno progressivamente il proprio spazio dedicato.

Illustrazione del Takaró: un bambino tiene un mantello di stelle e galassie
Il Takaró, una nuova figura mitica dell'infanzia.
Scopri tutte le innovazioni →

Tre motivi per leggerlo

  1. I

    Un linguaggio che appartiene ai bambini, e che gli adulti riconoscono con altrettanta intensità

  2. III

    Il contributo italiano alla letteratura sulla giftedness

  3. IX

    Una risorsa doppia, per bambini e per adulti

Vedi tutti i dieci motivi →

Un motivo in più

Con questo libro sostieni una madre sola che cresce il suo bambino

Leggendo Solomon J. nel villaggio dei Pepileni partecipi ad una storia vera ed in evoluzione: ogni copia acquistata sostiene una madre che cresce da sola il suo bambino, e contribuisce, giorno dopo giorno, a ricreare un villaggio che funziona.

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